Sinossi
Mimma è una donna adulta che riavvolge il filo dei suoi ricordi, partendo da un’immagine precisa e luminosa: lei, da bambina, seduta sul bordo della vasca a guardare suo padre che si fa la barba. La calma del gesto, la schiuma bianca, il suono lento della lama sul viso. Un rituale che per lei era magia.
Crescendo, inizia a desiderare di essere come lui, di sentirsi libera come appariva lui davanti allo specchio. Ma fuori da quel bagno, il mondo le ricorda spesso chi dovrebbe essere. L’infanzia si trasforma in adolescenza, la voce si fa più incerta, il corpo cambia, e con esso arrivano dubbi, vergogna, domande che non trovano risposta.
Attraverso piccoli episodi si costruisce un racconto fatto di silenzi e contrasti.
Lo spettacolo è una confessione sussurrata, un ritorno lucido e fragile al passato, fino al momento in cui la donna, ormai adulta, smette di voler somigliare a qualcuno per poter finalmente somigliare a sé.
Un viaggio minimo e profondo sull’identità, sull’amore silenzioso tra padri e figlie, e sull’accettazione.