torna alle produzioni
Una donna con una macchina fotografica e un uomo alle sue spalle, su fondo scuro.

Orfeo. Euridice

2026

Sinossi

Orfeo ed Euridice si allontanano dal mito per diventare due presenze vicine, due essenze universali restituite alla loro fragilità umana. Spogliati della leggenda, restano un uomo e una donna, il loro legame e ciò che accade quando qualcosa sembra destinato a separarli.

Nella riscrittura di Michele Pagano, Orfeo ed Euridice si incontrano in una stazione. Fotografa lei, musicista lui. Una giornata ed una notte per conoscersi, scoprirsi e sentirsi legati l’uno all’altra. Poi un incidente: un ospedale e l’inizio dell’incubo.

Ora la discesa agli Inferi non è soltanto un viaggio nell’aldilà, ma un attraversamento dell’assenza, del desiderio e dell’irreparabile. Il mito diventa così il punto di partenza per interrogare il rapporto con la perdita e quella necessità profondamente umana di trattenere ciò che amiamo.

Cosa resta quando l’amore non basta a salvare? Cosa siamo disposti a fare per non perdere qualcuno?

La storia procede per parole, corpi e silenzi, riportando Orfeo ed Euridice alla semplicità di un incontro e alla vertigine di una separazione. Al centro non c’è più l’eroe capace di attraversare il regno dei morti, ma l’essere umano davanti all’impossibilità di cambiare ciò che è accaduto.

Un racconto sull’amore e sulla perdita, sul desiderio di tornare indietro e su quel gesto, antico e inevitabile, che continua a interrogarci: voltarsi.