Sinossi
Orfeo ed Euridice si allontanano dal mito per diventare due presenze vicine, due essenze universali restituite alla loro fragilità umana. Spogliati della leggenda, restano un uomo e una donna, il loro legame e ciò che accade quando qualcosa sembra destinato a separarli.
Nella riscrittura di Michele Pagano, Orfeo ed Euridice si incontrano in una stazione. Fotografa lei, musicista lui. Una giornata ed una notte per conoscersi, scoprirsi e sentirsi legati l’uno all’altra. Poi un incidente: un ospedale e l’inizio dell’incubo.
Ora la discesa agli Inferi non è soltanto un viaggio nell’aldilà, ma un attraversamento dell’assenza, del desiderio e dell’irreparabile. Il mito diventa così il punto di partenza per interrogare il rapporto con la perdita e quella necessità profondamente umana di trattenere ciò che amiamo.
Cosa resta quando l’amore non basta a salvare? Cosa siamo disposti a fare per non perdere qualcuno?
La storia procede per parole, corpi e silenzi, riportando Orfeo ed Euridice alla semplicità di un incontro e alla vertigine di una separazione. Al centro non c’è più l’eroe capace di attraversare il regno dei morti, ma l’essere umano davanti all’impossibilità di cambiare ciò che è accaduto.
Un racconto sull’amore e sulla perdita, sul desiderio di tornare indietro e su quel gesto, antico e inevitabile, che continua a interrogarci: voltarsi.