Sinossi
Ispirato ai cunti e all’immaginario di Giambattista Basile
Ci sono storie che sembrano appartenere a un tempo lontano e che, invece, continuano a tornare. Passano di bocca in bocca, cambiano forma, si confondono con i ricordi e diventano patrimonio di una comunità.
La storia vecchia nasce dall’immaginario dei cunti di Giambattista Basile e attraversa il folklore e la tradizione popolare per restituirli in una dimensione teatrale contemporanea. Un universo popolato da figure sospese tra realtà e invenzione, dove il racconto conserva il sapore della fiaba ma ne lascia emergere anche il lato più oscuro.
Il meraviglioso incontra il grottesco, il comico convive con il perturbante. Superstizioni, credenze, paure, desideri e antichi rituali diventano frammenti di un racconto nel quale ciò che è familiare può improvvisamente trasformarsi in qualcosa di inquietante.
La tradizione non viene ricostruita né celebrata, ma attraversata e deformata. Le atmosfere della cultura popolare si contaminano così con il noir, portando alla luce quella zona d’ombra che da sempre accompagna le storie raccontate intorno a un fuoco, nelle case, nelle campagne e nei paesi.
Perché dietro ogni favola resta qualcosa di vero. E dietro ogni vecchia storia ce n’è sempre un’altra pronta a essere raccontata.