Ritratto di Fabio Pisano

Cartografie dell’immaginario

Laboratorio pratico di drammaturgia a cura di Fabio Pisano

Incontri: 2 volte al mese. Giorno da stabilirsi

Il viaggio all’interno di questo laboratorio di drammaturgia si configura come uno scavo progressivo: un percorso che trasforma un’intuizione vaga in un’architettura verbale pronta a prendere vita sulla scena. Non si tratta di imparare regole rigide, ma di acquisire una consapevolezza artigianale capace di guidare l’autrice o l’autore dalla prima scintilla fino alla pagina scritta.

Il percorso prende il via dalla ricerca della premessa, il cuore pulsante e la bussola invisibile di ogni opera teatrale. Prima di decidere chi parla o cosa accade, ci chiederemo: cosa voglio davvero dire? Attraverso esercizi e analisi di testi classici e contemporanei, lavoreremo sulla costruzione di una direzione precisa per la propria scrittura.

Da qui ci sposteremo sul conflitto, o meglio sulla contraddizione: la scossa che mette in moto l’azione. E quindi sui personaggi, esplorati nella loro dimensione fisica, sociologica e psicologica. Corpo, ambiente, relazioni, desideri, paure e fragilità concorrono a costruire figure tridimensionali, dotate di una propria volontà e capaci di agire sulla scena.

Il laboratorio entrerà poi nella composizione della parola scritta attraverso il dialogo. Un buon dialogo teatrale non riproduce semplicemente una conversazione quotidiana: ogni battuta diventa un’azione, un tentativo di modificare l’altro. Lavoreremo quindi sul sottotesto, su ciò che non viene detto ma continua ad agire sotto la superficie delle parole.

Il percorso affronterà infine la scrittura del monologo, inteso non come un’orazione statica, ma come un conflitto interiore in movimento: un viaggio nel quale il personaggio attraversa la parola e ne esce trasformato.

Passaggio dopo passaggio, ogni partecipante acquisirà gli strumenti per dare forma alla propria voce e trasformare un’idea iniziale in una scena compiuta e viva.

Biografia

Fabio Pisano (Napoli, 27 settembre 1986) è drammaturgo e sceneggiatore. Laureato in scienze biotecnologiche, si è formato alla drammaturgia con maestri della scena internazionale — tra cui Mark Ravenhill, Martin Crimp, Enzo Moscato, Laura Curino, Davide Carnevali e i protagonisti della nuova scena spagnola come José Manuel Mora ed Esteve Soler — avvicinandosi poi alla regia attraverso lo studio con Lluís Pasqual, Oskaras Koršunovas e Massimiliano Civica.

I suoi testi sono rappresentati in Italia e all'estero, dal Teatro Bellini di Napoli al Piccolo Teatro Grassi di Milano, fino a Tirana e Pristina. Tra i riconoscimenti: il Premio Hystrio e l'Italian & American Playwrights Project per Hospes, -itis, il Premio Quasimodo per Eden, il Premio Fersen per Una storia di impossibilità, due edizioni del Premio Nuovesensibilità 2.0 (La Macchia, Spezzata), il Premio Ugo Betti 2024 per Il Numero Esatto — già finalista al Premio Riccione — e il Premio Nazionale per la nuova Drammaturgia del Teatro Biondo di Palermo nel 2025 con Petricore. Nel 2022 ha ricevuto il Premio ANCT dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Ha pubblicato il corto teatrale Zitta nella raccolta Abecedario per il mondo nuovo (il Saggiatore, per il Piccolo Teatro di Milano) e la raccolta di testi Prossimità (Editoria&Spettacolo, 2022).

Per il cinema è soggettista e sceneggiatore del corto Le (S)confessioni, premiato in Italia e all'estero con una Honorable Mention for Best Original Story agli Independent Shorts Awards di Los Angeles, e sceneggiatore di Lacerazioni di Massimiliano Pacifico, con Sergio Rubini e Ivana Lotito. Con il soggetto del lungometraggio Celeste è arrivato in finale al Premio Solinas 2021.